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Informazioni utili per i collezionisti

L’arte tribale assume una posizione decisamente particolare rispetto ad altri campi dell’antiquariato. Un bel mobile, ad esempio, anche nell’eventualità di essere identificato come falso, può rimanere un utile e decorativo oggetto d’arredamento.

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Il valore dell’expertise nel campo dell’arte nell’era scientifica

Il giudizio di un grande esperto o di una famosa casa d’aste, a volte, ha il potere magico di elevare il valore commerciale di un oggetto anche di mille volte. Così un bel mobile, un dipinto o una maschera africana possono costare 1.000 o 1.000.000 di euro. Queste valutazioni sconcertanti sul mercato internazionale sono in aumento. Ciò sarebbe plausibile se l’expertise fosse basata su dati comprensibili e verificabili. Invece non sempre è così.

I galleristi e i commercianti hanno, infatti, già oggi la possibilità di perfezionare le loro expertise con accertamenti scientifici esatti, offrendo così una garanzia più credibile per acquisti più sicuri ed equi anche rispetto alle grandi case d’aste. 
Un valido metodo per l’accertamento dell’autenticità su basi oggettive esiste già, la Spettroscopia IR, da decenni tra i metodi analitici maggiormente usati nei laboratori scientifici di ricerca.

Clicca qui per ulteriori informazioni sulla Spettroscopia 

L’oggetto d’arte africana come investimento

L’arte tribale assume una posizione decisamente particolare rispetto ad altri campi dell’antiquariato. Un bel mobile, ad esempio, anche nell’eventualità di essere identificato come falso, può rimanere un utile e decorativo oggetto d’arredamento. Una maschera o una figura di cui sia stata provata la falsità, perde invece completamente il suo valore. 
Solo l’autenticità conferisce valore ad un oggetto d’arte dell’Africa nera.

La valutazione di collezioni d’arte africana

Al laboratorio scientifico del Museo d’Arte e Scienza di Milano giungono ordini da ogni parte del mondo per la datazione di oggetti d’arte africana appartenenti alle più diverse tipologie di collezioni. La valutazione dei risultati delle datazioni spettroscopiche permette di ricavare interessanti informazioni sulla qualità delle attuali collezioni, sia di privati sia di gallerie, su base nazionale ed internazionale.
Esempio: nell’arco di 4 mesi da maggio ad agosto 2006 il laboratorio ha analizzato 506 oggetti d’arte africana ricevuti in 8 diversi e consistenti ordini, di cui 3 da grandi collezioni private, 2 da medie collezioni private e 3 da gallerie
(singole datazioni non sono state considerate per questa statistica) 


Riportiamo qui di seguito i dati statistici rilevati:

Anno di produzione dell’oggetto Età media (in anni) Numero di oggetti da collezioni private Numero di oggetti da gallerie ecc. Autenticità
Prima del 1900 120 7 9 A
1900 - 1925 90 20 24 B
1925 - 1945 70 97 109 C
1945 - 1960 50 42 39 D
1960 - 1975 35 61 45 E
1975 - 2005 15 32 21 F
Totale 259 Totale 247

Legenda relativa all’autenticità (è escluso un giudizio sul valore artistico)

A – Oggetti rari ed autentici
B – Oggetti molto credibili
C – Buona probabilità di autenticità  

D – Sono consigliabili ulteriori approfondimenti per l’accertamento dell’autenticità
E – Solo pochi oggetti con questa età sono autentici
F – Quasi certamente falsi 

Da notare: la relativamente alta percentuale di copie e falsi presenti anche nelle collezioni di galleristi ed altri esperti non può essere attribuita ad insufficiente conoscenza della materia. Anche i migliori esperti hanno dubbi riguardo all’autenticità di un considerevole numero di oggetti sottoposti al loro giudizio. 
La spiegazione è semplice e convincente: l’ 80 % delle figure e delle maschere disponibili oggi sul mercato furono prodotte nell’intervallo di circa 70 anni che va dal 1890 al 1960 e, in questo breve lasso di tempo, non sempre si sono sviluppati segni d’invecchiamento evidenti otticamente come abrasioni da usura, danni dovuti a condizioni atmosferiche o a insetti ecc.

 Solo il decadimento naturale del legno permette, attraverso esami scientifici, l’attribuzione di una data certa.

L’indicazione della provenienza come garanzia di buoni acquisti per l'arte africana

Nella maggior parte dei casi, come provenienza, viene indicata la collezione cui l’oggetto apparteneva. Le collezioni d’Arte Africana più significative sono di proprietà dei musei. Il problema della presenza di copie nei musei è risaputo, malgrado essi dispongano di validi esperti.
I collezionisti d’arte africana sono per lo più autodidatti che diventano esperti imparando e sbagliando.
Gli oggetti non autentici, durante le verifiche, vengono scartati e posti in vendita sul mercato. Perciò il rischio nell’ acquisto di singoli oggetti provenienti da collezioni è molto alto. Interessanti sono invece gli oggetti d’arte che vengono offerti in occasione di vendita totale di note collezioni. Con la perfezione raggiunta oggi dai falsari, l’unica via sicura per effettuare un buon acquisto è resa possibile dalla datazione scientifica spettroscopica, un metodo preciso, a basso costo e di facile applicabilità e, per oggetti importanti, dall’accertamento scientifico dell’autenticità della patina e dei materiali. 

Il collezionista d’arte africana ha molti vantaggi.

L’Arte Africana non è ancora soggetta a limitazioni da parte delle leggi internazionali. Un collezionista è assolutamente libero di comprare gli oggetti che desidera, dove vuole; in occasione di viaggi, nei mercati, presso gallerie e case d’aste.

Il suo maggior vantaggio rispetto a collezionisti di altre tipologie d’arte consiste tuttavia nel fatto di poter verificare scientificamente, in modo semplice e sicuro, l’autenticità del suo nuovo acquisto (impensabile ad esempio per oggetti in vetro, porcellana, grafica ecc.) I picchi di uno spettro IR gli rivelano la verità sul tipo e sulla qualità di materiale e, sempre più frequentemente, l’età dell’oggetto.

Una conferma di questa possibilità di una datazione precisa è data dall’intervento del 26.10.2008 a Göttingen* di Ingo Barlovic, in cui è stata messa alla prova l’affidabilità del metodo di datazione con la spettroscopia IR applicata dal laboratorio scientifico del Museo d’Arte e Scienza di Milano e le cui conclusioni hanno confermato l’esattezza di 18 risultati su 21, mentre nel caso di un risultato “errato” vi è l’alta probabilità che sia stato usato del legno già vecchio (nel qual caso il risultato diventerebbe giusto).

Questo significherebbe una precisione delle misure praticamente del 90%, cosa che con nessun altro metodo di datazione sarebbe raggiungibile.

Il collezionista d’arte africana ha fatto una buona scelta per il futuro.

* A Göttingen si è svolta l’ultima manifestazione, prima dell’incontro a Zurigo del 31.05.2009, dove il tema della datazione spettroscopica è stato nuovamente affrontato in modo critico. 

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