mostra collettiva di arte contemporanea
Emanuele Gregolin, Laura GuildA e Samantha Lina
a cura di Antonella Mantovani – Castello13
Inaugurazione giovedì 15 gennaio 2026 dalle 18 alle 20.
Martedì 20 gennaio dalle 17.30 alle 19
“Bearing Witness: il corpo poetico confinante”
Orario di apertura prolungato e talk letterario tra i poeti Marissa Davis e Stefano Boldorini, nella condivisione di versi che indagano l’origine e il confine del corpo, a partire dalla poesia Memory of Mammoth Cave, recitata nel video She Bears Witness, in mostra fino al 30 gennaio.
LA MOSTRA
Il Corpo Confinante è una mostra collettiva di arte contemporanea che esplora il tema del corpo e dei suoi confini in modo profondo e stimolante. Le opere di Emanuele Gregolin, Laura GuildA e Samantha Lina, perfettamente integrate tra loro, offrono al visitatore un percorso espositivo che invita a riflettere sulla relazione tra il corpo e la realtà che lo circonda.
La mostra attraversa tre sezioni, ognuna delle quali indaga lo spazio che ci separa e allo stesso tempo ci connette al mondo, ovvero i luoghi in cui il corpo confinante si manifesta e può esprimersi.
Emanuele Gregolin apre il percorso della mostra nei nuclei magmatici delle sue Vibrazioni. L’artista elabora la relazione tra il desiderio e il corpo, nel tentativo di congelare attimi di vita che tuttavia sembrano sfuggire. Il rosso è protagonista, è materia cromatica profonda e inestinguibile. Nel gesto pittorico, Gregolin cerca e genera, coinvolgendo l’osservatore nella tensione a una forma compiuta. Ne risulta una proiezione che si dispiega lungo le pareti, in un corso orizzontale che sfocia nella prima sala, dove l’impeto si trasforma in una fiamma verticale.


Entriamo nella seconda sezione, abitata da Samantha Lina. La sua poetica ci immerge nel luogo misterioso dell’origine, a contatto con gli elementi naturali che animano il corpo. In Initum Ignire il confine vibra nel dialogo tra un monitor “elementare” e un telaio primitivo. Il video She Bears Witness, intreccio artistico tra le sue opere e la poesia Memory of Mammoth Cave di Marissa Davis, elabora il mistero dell’origine della vita in visioni simboliche e suggestive. In ogni opera l’indagine dell’artista si spinge al confine che separa il logos dall’inconoscibile e si placa in un grembo primitivo, nutrito dall’unione tra opposti.


Nell’ultima sala, Laura GuildA accoglie il visitatore con una selezione di opere dalla serie Precious Moss. Il confine qui si apre e diventa occasione di contatto. Il muschio nasce e cresce sulle cornici superandone il limite e traduce lo sguardo in opportunità di riflessione. L’artista mette a fuoco la responsabilità di una concezione antropocentrica della realtà che idealmente dovrebbe tendere all’unione tra il nostro corpo e la Natura. Un ideale che rende urgenti cambiamenti e un rinnovato slancio evolutivo.


La sala si chiude in un cerchio espositivo, con due opere di Samantha Lina e un trittico di Emanuele Gregolin che, in connessione ai Precious Moss della GuildA, coinvolgono l’osservatore ponendolo al centro del racconto de Il Corpo Confinante: progetto collettivo in cui virtualmente ogni gesto ci espone al desiderio e alla necessità di superare le dicotomie che spesso caratterizzano la nostra percezione della realtà.
“Antonella Mantovani – Castello13 “
La mostra sarà visitabile da lunedì a venerdi fino al 30 gennaio secondo gli orari di apertura del Museo. Aperture straordinarie mercoledì 21 e venerdì 23 fino alle 20.
BIOGRAFIE
Castello13 è un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2016 da Antonella Mantovani con un gruppo di professionisti, operatori culturali, appassionati d’Arte. Prende il nome dall’indirizzo dello spazio/contenitore in Milano dove vengono elaborate le idee e prendono vita i progetti dell’associazione, ispirati dall’urgenza di promuovere la Bellezza come risultato dell’equazione Forma=Sostanza.
Antonella Mantovani, ex manager d’azienda, da sempre interessata alle nuove forme e ai nuovi linguaggi della comunicazione, fonda e dirige l’associazione culturale Castello13 per creare racconti multimediali su tematiche sociali di urgenza e di interesse collettivo, attraverso i molteplici linguaggi dell’arte. Particolarmente interessata ai territori che riguardano l’identità, l’ecologia, la rigenerazione, il dialogo fra individui, la tutela dei fragili e il “femminile”, nel senso più ampio del termine, li affronta con peculiari modalità di trattamento.
Emanuele Gregolin è nato a Milano nel 1972. Ha compiuto studi d’arte, musica e architettura. È attivo in ambito artistico a partire dal 1990, partecipando a numerose rassegne d’arte e concorsi.
Differenti sono le istituzioni pubbliche e private che hanno dedicato al suo lavoro pubblicazioni ed esposizioni, custodendo sue opere.
Samantha Lina. E’ nata a Milano, dove vive e lavora. Nel tempo ha sperimentato più tecniche, spaziando dalla scultura alla pittura, dal collage al disegno, dalla performance al video. Sebbene l’impostazione della sua ricerca sia concettuale, nelle sue opere è sempre
evidente una speciale attenzione alla forma che creativamente si espande in scritture spiraliformi, assemblaggi di frammenti del vissuto quotidiano, collage e dipinti simbolici di
anatomie ricorrenti.
Laura Guilda Grote, in arte Laura GuildA, è nata e cresciuta in Germania.
Dopo il liceo a Berlino e diverse esperienze formative in Spagna e in Svizzera, si trasferisce a Milano, dove si laurea in Fashion & Textile Design presso la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e in Arti Visive- Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Le tecniche utilizzate dall’artista includono la tessitura, il ricamo, il macramè, la maglia e l’infeltrimento, attraverso la manipolazione di fibre, fili, tessuti e altri materiali. Realizza inoltre opere polimateriche tramite assemblage o sotto forma di ready-made.
Per informazioni info@museoartescienza.com