Il 15 Ottobre inizia la seconda stagione di KLEOS, un progetto di Enrico Sala e Manuela Carbone pensato per avvicinare il pubblico all’arte, scoprendone la straordinaria varietà di linguaggi e di storie. Ogni incontro sarà un viaggio tra opere, artisti e idee, alla scoperta di dettagli, curiosità e legami sorprendenti che uniscono il passato al presente.
Tutti gli incontri si svolgeranno alle 18.30 nella Sala degli Arazzi del MAS
Programma:
Il 15 Ottobre 2026 Giuseppe Beretti presenta “Il canone del mobile italiano”
Dal XIV al XIX secolo, dal Rinascimento agli albori dell’età industriale, il mobile italiano è stato la sintesi delle arti che Giorgio Vasari definì “congeneri”, ossia la cui invenzione è legata alla comune esperienza del disegno. Per secoli pittori, architetti, scultori, lavorarono assieme a intarsiatori, ebanisti, intagliatori, creando opere di straordinaria qualità artistica. Mobili non d’uso, ma concepiti per il piacere di circondarsi della bellezza, per l’esigenza di esibire ricchezza, prestigio personale o dinastico. Il libro ricostruisce questa ricca e sorprendente storia grazie alla quale il mobile entra a pieno titolo nel canone della storia dell’arte italiana.
Biografia
Giuseppe Beretti è storico del mobile italiano e restauratore di arredi lignei nel proprio laboratorio di Milano, coniugando attività pratica e ricerca scientifica. Autore della monografia Giuseppe Maggiolini l’officina del Neoclassicismo (1994) e del volume Il mobile dei Lumi. Milano nell’età di Giuseppe Maggiolini (2010). Nel 2014 ha pubblicato, assieme ad Alvar Gonzàlez-Palacios, il Catalogo ragionato dei disegni di Giuseppe Maggiolini e nel 2020 Con l’ebano e l’avorio. Giovanni Battista de curtis e Jacobo Fiamengo e lo stipo napoletano del Cinquecento. Ha al suo attivo ricerche per musei e fondazioni, articoli di carattere scientifico dedicati all’arredo storico italiano con una visione che restituisce a questi oggetti il loro pieno valore artistico e culturale.

Il 28 Gennaio 2027 Manuela Sconti Carbone ed Enrico Sala presentano “Oltre Giuseppe Maggiolini. Botteghe neoclassiche lombarde tra maestro ed epigoni”
Nel panorama del mobile neoclassico lombardo, la figura di Giuseppe Maggiolini rappresenta un vertice universalmente riconosciuto. La sua fama, tuttavia, ha storicamente prodotto un effetto collaterale: l’oscuramento di un articolato sistema di botteghe coeve che, pur ispirandosi al suo linguaggio, svilupparono caratteristiche autonome e riconoscibili. Oggi, grazie al ritrovamento di mobili firmati e all’applicazione di un metodo comparativo rigoroso, è possibile ricostruire filoni produttivi distinti e restituire identità storica a queste botteghe.
Oltre alla conferenza, nel corso della settimana, sarà allestita una piccola esposizione rappresentativa, frutto di anni di ricerca, con la proposizione di una nuova lettura del mobile neoclassico lombardo. I visitatori avranno quindi la possibilità di vedere dal vivo alcuni esemplari firmati da Maggiolini, da Giovan Battista Maroni, da Ferdinando Dardanone, da Gaudenzio De Angiolini, da Luigi Mascheroni, da Gaspare Bassano e dai fratelli Cassina.
Biografia
Manuela Sconti Carbone è studiosa del mobile antico, con particolare attenzione alla produzione lombarda del XVIII e XIX secolo. È membro del Collegio Periti, Esperti e consulenti di Milano e ha fatto parte della Commissione Settoriale “Belle arti – Antiquariato”. Svolge attività di ricerca e consulenza per collezionisti e appassionati, unendo rigore e passione nel raccontare la storia degli arredi. Collabora con la rivista Antiqua Nuova Serie, per la quale ha pubblicato articoli di approfondimento che intrecciano storia, arte e vicende meno note del passato. Con il progetto Kléosmira a restituire ai mobili la loro dimensione originaria, facendoli diventare chiavi d’accesso ad altre forme d’arte, all’architettura, alla società e al pensiero del tempo
Enrico Sala lavora da 25 anni in Di Mano in Mano Soc. Coop. dove è il responsabile della sezione antiquariato. Dopo 14 anni di restauro di mobili antichi inizia nel 2009 un percorso formativo di 7 anni in cui acquisisce le competenze per diventare Perito antiquario esperto in Mobili Italiani. Nel 2015 cura insieme a Giuseppe Beretti e Corsi Arte la mostra Maggiolini al Fuorisalone, e partecipa alla stesura del catalogo per In limine edizioni. Nel 2020 pubblica uno studio sugli intarsiatori lombardi, Maggiolini & Co. Nel 2024 espone al MAS (Museo Arte e Scienza) un corso sugli stili del mobile nelle varie epoche.

Il 25 febbraio 2027 Paola Tomezzoli “Il gran tour tra incisioni, vedute e memorie di viaggio”
Tra Sei e Settecento il Grand Tour trasformò l’Italia nella meta privilegiata di viaggiatori, collezionisti, artisti e letterati provenienti da tutta Europa. Roma, Venezia, Napoli e Firenze divennero tappe imprescindibili di un percorso di formazione culturale e personale, alla ricerca delle vestigia dell’antico, dei capolavori dell’arte e di quel senso del sublime che solo il paesaggio italiano sembrava poter offrire.
La conferenza intende ripercorrere il Grande Viaggio attraverso le opere degli incisori che più contribuirono a costruirne l’immaginario — da Piranesi a Vasi, fino ai vedutisti veneziani — e attraverso le testimonianze dei viaggiatori stessi, tra diari e impressioni di viaggio. Un percorso tra immagini, emozioni e suggestioni che racconta non solo la nascita di un mito culturale europeo, ma anche il desiderio, ancora attuale, di ritrovare nell’Italia la memoria della propria storia e della propria bellezza.
Accanto al racconto e alla proiezione di immagini, sarà inoltre possibile ammirare dal vivo una selezione di incisioni, album e oggetti legati al Grand Tour, eccezionalmente presentati al pubblico in occasione della conferenza.
Biografia
Paola Tomezzoli opera da oltre vent’anni nel settore dell’antiquariato e del collezionismo. Dopo una lunga esperienza presso una storica casa d’aste italiana, svolge oggi attività di consulenza e ricerca, collaborando con realtà attive nel mercato internazionale. È membro del Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti nel settore “Belle Arti e Antiquariato”, con specializzazioni nel campo degli arredi e della numismatica. Negli ultimi anni ha approfondito in particolare lo studio e la catalogazione di incisioni, grafica d’arte e libri antichi, partecipando regolarmente a mostre e fiere internazionali del settore. Ha inoltre collaborato a pubblicazioni e attività divulgative dedicate alle arti decorative e alla storia del collezionismo.


Il primo Aprile 2027 William Baroni presenta “Cuoio dorato, la diffusione del gusto italiano nel panorama europeo”
Il cuoio dorato fu uno dei materiali più raffinati dell’arredo europeo tra Rinascimento e Barocco. Veniva usato per rivestire pareti, paraventi e mobili. Non conteneva oro: l’effetto dorato era ottenuto applicando una sottile lamina d’argento, ricoperta da una vernice che la faceva apparire dorata. La superficie veniva poi dipinta, stampata o punzonata.
Tra il Cinquecento e il Seicento l’Italia, soprattutto Venezia, ebbe un ruolo fondamentale nella produzione e nella definizione dei motivi decorativi, che furono imitati in tutta Europa. Venezia si affermò grazie ai suoi commerci, alla disponibilità di materiali e alla presenza di artigiani specializzati.
Dal Seicento il centro della produzione si spostò progressivamente nei Paesi Bassi. Nelle Fiandre si sviluppò il cuoio impresso o sbalzato, decorato in rilievo con matrici e stampi. Pur introducendo nuove tecniche, le manifatture del Nord Europa continuarono a ispirarsi ai modelli italiani.
Le botteghe veneziane rimasero attive fino al Settecento, quando il cambiamento del gusto e dei mercati ne causò il declino. L’Italia, e in particolare Venezia, lasciò comunque un’influenza decisiva sulla storia del cuoio dorato europeo.
Biografia
William Baroni nasce a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, il 15 marzo 1968.
Nel 1988 avvia un’attività nel settore del restauro e del commercio di opere d’arte, ambito nel quale opera con continuità, alternando il lavoro di laboratorio all’attività commerciale e partecipando a mostre di antiquariato sul territorio nazionale.
Nel 2002 si avvicina allo studio e al restauro dei corami, settore nel quale sviluppa una specifica competenza, collaborando attivamente con il Leather Conservation Centre di Northampton, con Jean-Pierre Fournet di Parigi, tra i massimi esperti a livello internazionale nel campo del cuoio, e con Celine Binotte Diconne, restauratrice specializzata nel cuoio a Grenoble.
Tra il 2020 e il 2022 avvia una collaborazione con Palazzo Te di Mantova per la realizzazione della prima mostra dedicata ai corami, Le pareti delle meraviglie. Nello stesso contesto collabora alla redazione del catalogo della mostra e pubblica il volume Corami. Nel 2023 e nel 2024 tiene seminari-workshop presso il Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” di Torino, dedicati alla storia del cuoio.

Il 6 Maggio 2027 Luca Melegatti presenta “Giovanni Volpato: nuove scoperte di un antiquario tra industria e neoclassicismo”
Durante il pontificato di Pio VI (1775-1799), Roma visse l’apice del Grand Tour e del Neoclassicismo, alimentando un mercato internazionale di copie e imitazioni dell’arte classica.
In questo contesto, l’incisore e antiquario Giovanni Volpato fonda nel 1785 una manifattura ceramica per produrre souvenir d’élite, destinata a durare in varie forme fin dentro al XIX secolo. La sua intuizione fu l’uso del biscuit, una porcellana bianca e opaca che imitava perfettamente il marmo, utilizzandolo per riprodurre opere dall’antico e moderne, tratte dalle opere di diversi dei maggiori artisti neoclassici, da Petitot a Canova. Cosi facendo, la manifattura di porcellane del Volpato diventava uno dei più interessanti centri di divulgazione del gusto neoclassico dell’Europa del tempo.
Biografia
Luca Melegati Strada, direttore della sede milanese di Wannenes e responsabile del dipartimento Ceramiche e Vetri della casa d’aste dal 2008, è stato consulente ed esperto di ceramiche ed arti decorative per le maggiori case d’asta in Italia, in ultimo per Sotheby’s Italia dal 2000 al 2008: da trent’anni è attivo nel mondo dell’arte come docente, curatore di mostre tematiche, scrittore di saggi e giornalista.


Il 20 maggio Michele Subert presenta “Globi, rappresentare la terra e il cielo”
La scoperta della sfericità della terra rappresentò, fin dall’antichità, una tappa decisiva nello sviluppo delle conoscenze geografiche e astronomiche. Tuttavia, fu sono dall’età moderna, con le grandi esplorazioni geografiche , che le tecniche di rappresentazione, sia piana che tridimensionale, del nostro pianeta e della volta celeste conobbero un notevole sviluppo.
Biografia
Laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Milano, appartiene alla quinta generazione di una famiglia di mercanti d’arte e antiquari. La tradizione familiare ebbe inizio nel 1860, quando il suo trisavolo Emanuele Subert aprì la prima galleria a Milano.
Per oltre trent’anni ha lavorato insieme a suo padre Alberto e dal 2013 ha aperto una nuova galleria in via Spiga 42, a Milano. La sua attività è rivolta principalmente alla ricerca e alla valorizzazione di opere italiane dal XVI al XIX secolo, con particolare attenzione alle esigenze del collezionismo pubblico e privato e con una predilezione per le maioliche italiane e gli strumenti scientifici.


Le conferenze sono gratuite fino ad esaurimento posti, è consigliata la prenotazione a info@museoartescienza.com